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È un'Associazione di fedeli laici riconosciuta dalla Chiesa di Roma che ha come fine di accogliere ed aiutare ogni persona Art. 1
Nato dall'Associazione parrocchiale S. Zita, nel 1952, a seguito dell'appello del papa Pio XII per un mondo migliore, vuole proporre uno stile di vita che, attraverso l'accoglienza da vivere in ogni ambiente e situazione, crea fraternità e comunione in una società più giusta ed impegnata nel rispetto della dignità della persona e dei popolo, premesse indispensabili per una pace duratura e per una nuova civiltà: la civiltà dell'amore.
Fondato da don Sebastiano Plutino, Sacerdote dell'Opera di don Orione, il Movimento Tra Noi, vuole rispondere al bisogno della persona, riscattandola dai diversi condizionamenti che ne impediscono la promozione delle sue doti spirituali e materiali.
Don Plutino iniziò l'attività interessandosi delle domestiche, essendo venuto a conoscenza nella sua attività pastorale di vice parroco della parrocchia di Ognissanti a Roma, delle gravi situazione in cui versano. Chiese subito la collaborazione di laici, che sotto la guida della sig.na Antonietta Ranucci, allora presidente dell'Azione Cattolica Parrocchiale, si impegnarono per coscientizzare le stesse domestiche al problema e renderle protagoniste della loro storia.
Nacque così il primo Ritrovo, un Centro di accoglienza che dalla formazione culturale e spirituale delle socie e del gruppo diede sviluppo e organizzazione al Movimento.
Insieme, semplicemente, si promuoveva la dignità della persona, il suo valore, la sua capacità di amare. " Sorella per la Sorella" era uno slogan iniziali che esprimevano questa esigenza ed impegnava ciascuna ad essere appostola nel proprio ambiente con gioia e serietà. Si apri la prima Casa Famiglia a Roma e sempre protesi a vivere la spiritualità di San Luigi Orione, a chi bussava, non si chiedeva se avesse denaro o cultura o religione, ma solamente se avesse un dolore ed un bisogno.
C'era un costante desiderio: nelle case, negli ospedali, nel Ritrovo, dovunque nessuna doveva sentirsi sola.
Dai Centri festivi alle Case Famiglie, ai Gruppi ed ai settori il Movimento sente l'esigenza di trasformare il mondo da selvatico in umano e da umano in divino, come aveva detto nel suo proclama per un mondo migliore il Papa, e fa della spiritualità dell'accoglienza un mezzo di costante promozione e di risposta alle esigenze dei tempi.
Il Movimento presto varcò i confini di Roma per approdare nel l962 a Sassari, nel l964 a Genova, mentre nella stessa Roma sorgevano altri Centri di accoglienza e soprattutto si poté disporre di locali ampi e dignitosi per l'accoglienza dei pellegrini e dei turisti che numerosi visitano la Città eterna.
Col trascorrere degli anni il Movimento si è trovato a dover rispondere ad esigenze sempre nuove, soprattutto con l'arrivo in Italia di numerose lavoratrici provenienti dalle Isole di Capoverde, dall'America Centrale e del Sud, dall'Asia.
Per le nuove Colf il Movimento si è impegnato sia a favorire il permanere dei valori culturali di cui erano portatrici sia aiutando per il loro inserimento nella nuova realtà italiana. Attualmente sta vivendo meravigliose esperienze di incontro di culture, di costumi, di persone: un vero mondo nuovo, unito, senza frontiere, dove regna un'unica esigenza: accogliersi per accogliere affinché nessuna persona viva sola o emarginata, ma si senta appartenente all'unica famiglia umana, alla famiglia dei figli di Dio perché Dio e Padre di tutti.
Mentre la spiritualità dell'accoglienza proposta dal Movimento pone le radici anche in Brasile e Perù.
 
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