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Da sempre la famiglia ha rivestito un ruolo fondamentale nelle società di qualunque popolo: essa è la risposta all’esigenza profonda dell’uomo di condivisione della vita.
arte1_1801Restando nell’area occidentale, sia nella civiltà greca che romana la famiglia era Istituto pubblico, in quanto ritenuto il fondamentale garante della nascita dei figli e prosecuzione della specie, con Ordinamento di tipo patriarcale. Nucleo centrale sono i coniugi (Pater familias e Domina), i figli e quindi tutte le persone viventi nella “Domus“.
Ciò che adesso viene chiamata famiglia allargata, asserendo corrispondente a quella indicata nelle norme del diritto greco e romano è un falso. Infatti ci si riferisce a quello che era il concetto di “Gens“ (Genos in greco) e cioè l’insieme di gruppi di famiglie che si riconoscevano in un origine comune, quindi legati da vincoli di parentela.
Il tema famigliare è stato sempre molto presente nella storia dell’arte. L’itinerario artistico offre uno sguardo sulla famiglia non solo quale istituzione condizionata e soggetta al contesto storico-sociale, ma ne dà una rappresentazione che via via evolve nei secoli per raccontarne la dimensione materna, umana, fino a diventare espressione di amore e accoglienza.
In un breve excursus storico ne riportiamo alcuni significativi esempi:

arte2_18011° Un’opera moderna ma riferita ad una antichissima mitica storia, a narrarla Virgilio nel suo poema epico L’Eneide (I° sec. A. C.) Fuga di una famiglia da Troia in fiamme ( 9° Secolo A. C. ) - Enea con la moglie Creusa, il figlioletto Ascanio e il padre Anchise.
Durante la fuga l’eroe si accorge di non avere più la moglie dietro di sè. Disperato torna a cercarla, grida il suo nome, gli appare l’ombra di Creusa, la scena è intensa e commovente. Ella lo conforta con le parole dolci e amorevoli di una sposa e gli rivolge una esortazione ricca di un amore struggente per la famiglia: “che si prenda cura del figlioletto“ e di “conservarne l’affetto“ come se lei fosse loro, ancora e sempre, accanto.
Sandro Chia, pittore, scultore fiorentino, rappresenta il dramma di questo mitico eroe in un grande gruppo di bronzo formato da Enea con sulle spalle l’anziano padre e accanto Ascanio. L’opera spicca luminosa davanti l’ingresso di palazzo Valentini a Roma dove vi fu posta il 14 ottobre del 2005.
Enea, profugo, insieme alla sua famiglia, dal suo paese distrutto dalla guerra, Enea straniero, mito che diventa storia, ha perduto la sua patria e cerca una terra sulla quale costruire una nuova vita per sè e i suoi discendenti, sulla base degli ideali di pace e civiltà.

arte3_18012° L’ Ara Pacis Augustae (L’ altare della pace di Augusto, fine I° sec. A.C.)
Monumento voluto dal primo Imperatore di Roma Ottaviano Cesare Augusto, dedicato all’ordine e alla pace del suo impero. Composto da un recinto perimetrale che racchiude al suo interno l’altare in un magnifico marmo lunense (dalle cave di Carrara), splendidamente decorato in ogni sua parte.
Lungo i lati nord e sud del recinto, vi è rappresentato un lungo corteo interpretato come la cerimonia relativa all’Inauguratio del monumento (4 luglio del 13 A. C). Esso è aperto dai Littori, prosegue con i Collegi sacerdotali, le massime Magistrature e si chiude con la famiglia dell’Imperatore: Augusto, la moglie Livia, la figlia Giulia e gli altri figli adottivi, quindi i personaggi appartenenti alla sua Gens in stretto ordine dinastico. Una chiarissima esplicitazione della concezione della famiglia nel contesto della società romana.

arte4_18013° La famiglia patriarcale alla fine del Quattrocento (primi anni del rinascimento):
La Camera degli Sposi nel Castello di S. Giorgio a Mantova, capolavoro di Andrea Mantegna 1474.
L’affresco è una celebrazione politico dinastica dell’intera famiglia di Ludovico Gonzaga: il marchese al centro su un trono, accanto la moglie Barbara di Brandeburgo, i figli e quindi tutta la corte.
Ma non si può parlare di famiglia nell’arte senza citare la famiglia per eccellenza composta da ”Giuseppe, Maria e Gesù“.
Infinite sono le rappresentazioni, ne citiamo solo tre:
Caravaggio (1595) poco più che ventenne riporta il sacro sulla terra con “Il riposo durante la fuga in Egitto”: l’artista descrive un momento intimo della vita famigliare e Gesù è un bambino paffuto dalle guance rosse lontano dalle ieratiche rappresentazioni medioevali.
Il“ Tondo Doni “(1504) di Michelangelo Buonarroti.
Unica opera su supporto mobile certa e compiuta dell’artista. Un dipinto a tempera su tavola (Diametro 120 cm.) conservato nella cornice originale, disegnata dallo stesso Michelangelo, nella Galleria degli Uffizi a Firenze. Realizzato in occasione, probabilmente, del matrimonio del ricchssimo banchiere fiorentino Agnolo Doni con Maddalena Strozzi.
La Sacra Famiglia è posta al centro del tondo e tutta la scelta figurativa è legata alla volontà dell’autore di conferire monumentalità all’immagine, pur cogliendola in un momento di gioiosa intimità.
Michelangelo dà corpo e volume ai personaggi, quasi sculture in movimento, la torsione del busto della Madonna trasmette un senso di moto assolutamente innovativo, I colori sono vivaci, luminosi e freddi.
arte5_1801Ma l’artista è riuscito in questo spazio limitato a raccontare la storia della Religione Cristiana.
Ad una lettura attenta dell’opera, si vedrebbe in essa l’arrivo dell’età di Cristo che elimina definitivamente quella pagana simboleggiata dagli ignudi presenti in secondo piano e, il muretto, rappresenterebbe il confine tra passato e presente e, lo stesso S. Giovannino l’anticipatore dell’avvento di Gesù.
Infine ecco un’opera contemporanea:
Il “Gruppo di Famiglia“ (1950) dello scultore Henry Moore.
Grande artista del ‘900, nato a Castleford nello Yorkshire, divenuto famoso per le sue opere in marmo e bronzo di grandi dimensioni modellate in forme sinuose.
La grande scultura è collocata presso la Barclay school a Stevenage (U. K.)
Le sculture di Moore sono statue archetipiche: il monumentale gruppo famigliare non è una famiglia ma l’idea stessa di famiglia.
Un uomo e una donna seduti e separati, ognuno con il proprio “io“, tra loro però, la figura di un bimbo, punto di unione, sorretto dalle braccia dei genitori, la cui linea delle spalle e delle braccia forma il simbolo matematico dell’infinito, come dopotutto è indissolubile e infinito il legame che si crea all’interno di qualsivoglia famiglia! •

Questo ed altri articoli sul numero di Dicembre 2018 (presente in archivio)
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