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L’inizio del nostro cammino e il suo sviluppo ci impegnano in questa riflessione di un trentennio di vita, che spinge a traguardi che non possono essere solo delle proposte.
Se vogliamo essere concreti dobbiamo localizzare il punto scelto e metterci all’opera con grande fiducia.
Se per punto vogliamo indicare quello definitivo, a cui credo che nessuno di noi voglia rinunciare, dobbiamo dire che questo è Dio.
Che abbiamo cercato Lui nel nostro cammino è abbastanza evidenziato dal lavoro svolto fin qui: amare, aiutare il nostro prossimo, difendere il debole, farsi voce di chi non ha voce, diffondere l’amore e il senso giusto dell’essere cristiano, tutto questo ci immette in quello spirito evangelico che in realtà ha animato sempre il nostro lavoro.
E’ giusto quindi che occupandoci del prossimo lo facciamo con quello spirito cristiano che con parole semplici si chiama «servizio». salusb
E Gesù ci viene incontro e ci incoraggia con le parole:
«Ogni volta che avete fatto questo ad uno di questi miei fratelli più piccoli lo avete fatto a me»...
«Avevo fame, ero nudo, disoccupato, indifeso, sfruttato e mi avete accolto».
E lo spirito del Convegno Internazionale svoltosi dal 12 al 15 maggio al Tra Noi:“La Colf nel mondo di oggi e domani” lo vogliamo riproporre a noi stessi e agli altri.
E’ ovvio che in questi anni di cammino si sono avuti dei miglioramenti sociali e spirituali e dei progressi che non possiamo tener egoisticamente per noi, ma dobbiamo avere il coraggio di portarli a conoscenza di altri milioni di Colf che lottano in situazioni spesso inumane; parte di esse lotta per la sopravvivenza e accetta qualsiasi condizione pur di trovare il necessario alla vita a costo della prostrazione dei valori umani e della dignità della persona. 
Altre milioni di Colf hanno una parvenza di legge che la cultura e le tradizioni rendono inefficace e le isolano dalle altre classi lavoratrici quasi fossero una sottospecie umana.
La dignità della persona, lo dobbiamo ricordare tutti, è il comune patrimonio datoci dal Creatore, ma che spesso l’egoismo e lo sfruttamento dell’uomo su l’uomo ne impedisce lo sviluppo e la consapevolezza.
Noi europei occidentali ci crediamo dei progrediti nella civiltà del benessere, ma spesso manchiamo di quella coscienza umana e cristiana che ci rende più comprensivi nei riguardi degli altri.
don_orione_ritrattoSono trascorsi secoli da che Gesù è morto per dare la dignità di figli di Dio a tutti gli uomini e quest’Anno Santo celebriamo i 1950 anni della nostra redenzione. Ma la mancanza di amore ci rende insensibili alle necessità altrui e permettiamo che ancora milioni e milioni di fratelli e sorelle vivano in una situazione che sa di schiavitù.
Possiamo rimanere indifferenti davanti a tante necessità e ingiustizie? 
Non saremmo cristiani e tanto meno di «Tra Noi». Oggi alla conclusione di un trentennio, con la nostra lunga esperienza acquisita e con quanto ci viene suggerito dalle inchieste aggiornate, dalle telecomunicazioni e dalla stampa non possiamo appartarci dietro le tante scuse e paraventi, come spesso avviene quando il lavoro si presenta alquanto difficile. Tanto meno possiamo dire che ci sono altre organizzazioni e che non conosciamo la cultura e la lingua: oggi è tempo di agire.
Allora chiedo a voi che da tempo o da recente camminate con «Tra Noi»: possiamo impegnarci in questo nuovo traguardo e varcare le frontiere per portare esperienze nuove, amore, fraternità e solidarietà a tante nostre sorelle lontane?
Noi fin qui sorretti dalla fede abbiamo vissuto in questo nostro cammino lo spirito del Vangelo reso esperienza di vita dal Beato don Luigi Orione e da tanti altri nostri fratelli e sorelle che hanno raggiunto Dio o che camminano al nostro fianco nelle varie vie del mondo.
E’ in questa fede che noi dobbiamo trovare la forza per proseguire il cammino superando quelle difficoltà che hanno incontrato tutti i nostri fratelli e sorelle impegnati a fare il bene.
Coraggio dunque: non siamo soli perché la forza dello Spirito che si è riversato in noi continuerà a sorreggerci ed aiutarci nel fare il bene.
La difficoltà più grande sta nel nostro impegno personale. Tra Noi ha bisogno di cuori, di mani, di piedi, di preghiere e di tanto e tanto amore.
Se è così mettiamo tutto nelle mani della Vergine Maria Salvezza del Popolo Romano come abbiamo fatto all’inizio di questo lavoro e stiamo pur tranquilli che, se saremo fedeli ai nostri impegni, non ci verrà mai meno la sua materna presenza. E se sappiamo leggere i segni dei tempi dobbiamo ammettere che noi siamo testimoni oculari di quanto Maria ha operato lungo questo nostro cammino, anche fra le nostre sorelle di lingua e cultura diverse che da qualche decennio sono presenti nella nostra terra.
A tutti dunque l’augurio di un buon cammino tenendo presenti sempre questi due punti da verificare: Dio e il nostro prossimo, il nostro prossimo e Dio. •

Questo ed altri articoli sul numero di Gennaio 2020 (presente in archivio)
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