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re320Una vita lunga finisce col mostrarci tutte le incongruenze e le contraddizioni che man mano si formano in questo mondo, che investono ogni campo ma ancor più quello politico, dove sovente si sostiene che la modernità è indice di progresso e chi rallenta è fuori di essa.
Nella realtà, in molti casi, non vi è altro che un ripetersi della Storia: passano le generazioni ma la storia si ripete, si potrebbe dire “sotto mentite spoglie”.
Nel nostro Paese, come in molti altri se non in tutti, si riafferma quasi ciclicamente il conflitto tra fazioni ricche e povere, dove le ricche rodono quotidianamente anche quel poco che i poveri si sono conquistati con fatica e dolore.
La realtà è che la ricchezza unisce fortemente i ricchi, mentre il povero non riesce a unirsi, a creare gruppo, una forza, perché spera di rientrare da singolo in quel cerchio magico, in quella scia che gli consenta di diventare a sua volta un ricco e non si accorge dell’illusione che persegue.
Facciamo esempi semplici e elementari: il concetto di Repubblica Democratica dovrebbe far presupporre che gli Eletti dal popolo rappresentino un’Istituzione che regoli e spartisca equamente tra il popolo la ricchezza prodotta, cosa certo non facile.
Ora guardiamo cosa è avvenuto.
Entro i confini del paese, quello che entrava e usciva aveva una tassazione, che serviva a reggere lo Stato, i servizi e gli aiuti che poi venivano riversati sul popolo. Ma la ricchezza, cioè il capitale di base, non si poteva esportare. Eppure i ricchi e i potenti con artifici esportavano capitali.
re3202Addirittura c’erano persone i cosiddetti “spalloni” che superavano i confini, portando somme di denaro più o meno cospicue per depositarle nelle banche straniere. Poi paesi più grandi, più ricchi hanno cercato di sottomettere quelli più piccoli e meno ricchi, i quali allora si sono uniti con specifici accordi, vedi Europa.
Quindi si è generata la necessità di movimentare i capitali, cosa che avrebbe dovuto fortificare i vari paesi aderenti, in modo che potessero confrontarsi alla pari con gli altri blocchi di ricchezza, in primis USA, Russia, Cina, e, in alcune fasi, India, Brasile, Emirati Arabi. Nei fatti l’Europa non è ancora stata capace di creare una vera unità, mentre il Capitale è riuscito a svincolarsi dai legami e dal controllo che gli Stati esercitavano su di esso e di conseguenza a volatilizzarsi attraverso la Globalizzazione, tant’è che il Capitale detta le leggi agli Stati.
Pensate per un attimo a cosa è avvenuto con le tasse dovute da alcune Multinazionali che hanno contrattato - questo è un eufemismo - con gli Stati sul punto, decidendo di fatto quanto e con quale aliquota avrebbero pagato di tasse.
Questo genera una distorsione del mercato perché viene a penalizzare le aziende che pagano regolarmente le tasse, in base a quantità, tempi e modalità richiesti dalle leggi e quindi in misura assai superiore alle grandi multinazionali, avendo, quindi, minori risorse da destinare alla ricerca per rendere i loro prodotti concorrenziali.
re3203La storia dunque si ripete e torna a quando il Capitale e i suoi possessori erano svincolati da ogni legge con una differenza non da poco: prima il Capitale si identificava col potente, il sovrano di turno; oggi invece è il Capitale che governa il Sovrano e i Potenti.
Pensate alla massa anonima che si sacrifica per risparmiare pochi euro e poi li investe, sperando in un poco di interesse per non perdere il potere d’acquisto. Tale risparmio finirà in un Fondo che verrà gestito e investito in ciò che gli darà un interesse più alto. Così facendo, però, si determinerà a cascata un aumento dei costi e quindi dei prezzi, che impoverirà ancora di più il povero e arricchirà sempre più il ricco.
E questo proprio perché non c’è una forza valida e forte di controllo, di equilibrio dell’utile, che possa determinare fino a che punto un singolo o uno Stato possa essere ricco a fronte dei tanti poveri esistenti.
Questa forse non è la storia che ripete il dominio del ricco sul povero?
E il rimedio non è forse in un riappropriarsi da parte del popolo e dei suoi rappresentanti del potere di determinare la ricchezza in mano ai singoli, attraverso la fiscalità? •


Questo ed altri articoli sul numero di Febbraio 2020 (presente in archivio)
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