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Il Racconto - L’insegnamento dell’asino

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asinoUna mattina l’asino di un contadino cadde in un pozzo...
L’animale pianse fortemente per ore, mentre il contadino cercava di fare qualcosa per farlo uscire...
Alla fine, il contadino decise che l’asino era già vecchio e il pozzo era ormai asciutto e non serviva e che anzi era giunto il momento di essere tappato in ogni modo. Convinto che davvero non valeva la pena di far uscire l’asino dal pozzo invitò tutti i suoi vicini ad aiutarlo a chiudere il pozzo per sempre.
Così afferrarono una pala e iniziarono a tirar terra dentro al pozzo...
L’asino, rendendosi conto di quello che stava succedendo, pianse orribilmente... 
Poi, per sorpresa di tutti, si acquietò...
Il contadino guardò in fondo al pozzo e si è stupì di quello che videro i suoi occhi...
Con ogni badilata di terra l’asino stava facendo qualcosa di incredibile: si scuoteva la terra da sopra e la faceva cadere sotto di sè e poi ci camminava sopra appiattendola...
Presto tutti videro con sorpresa come l’asino riuscì ad arrivare fino alla bocca del pozzo, e una volta passato sopra il bordo uscì fuori e se ne andò via trotterellando. 
La vita sta per lanciarti terra, ogni tipo di terra...
il trucco per uscire dal pozzo è usarla per fare un passo verso l’alto.
Ogni nostro problema è un gradino verso l’alto...
Possiamo uscire dai più profondi vuoti se non ci diamo per vinti...
Usa la “terra” che ti buttano sopra per andare avanti. •
Francesco Sechi




Questo ed altri articoli sul numero di Ottobre 2019 (presente in archivio)
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Nello spirito di Don Orione - Cieli nuovi e terra nuova

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Anime e Anime!
Carissimo fratello in Gesù Crocifisso,dunque vi voglio dire una bella cosa.
Che mi pareva di sognare quando vidi un nuovo cielo e una nuova terra, e sovra la terra passava un vento, ed era amabile e soave e veniva da Dio. E quel vento era voce dolce ed era vivo amore e diceva: Io sono il vostro Dio e sono con voi e voi sarete i miei figli e il mio popolo. E dagli occhi di noi che si piangeva, l’Amore asciugava le lacrime e non vi era più morte né dolore e Dio era con noi e il suo Cuore aveva assorbito il nostro cuore e noi vivevamo e respiravamo in Lui, e Lui trionfava in un cielo nuovo e in una terra nuova che erano una cosa sola nella Carità Sua.
AngeloNataleE tutte le cose erano di neve e di luce, e dalla luce uscivano gli angeli rivestiti di neve e di luce. E il Signore diceva: Non temete, che io sono con voi. Avvicinatevi e conglutinatevi col mio Cuore, e vegliate Cieli nuovi e terra nuova nell’ora delle potestà delle tenebre. Vegliate sopra voi stessi e pregate, onde non avvenga che siano i vostri cuori depressi dall’atmosfera bassa e dalle cure della vita presente.
E un trono grande e candido si andava formando nella luce, e lo splendore di Dio veniva d là come un fiume d’acqua viva, e noi bevevamo e cantavamo e servivamo il Signore. Ed eravamo fermi nel Signore e guardavamo a Lui che aveva rivolto la sua faccia verso di noi miseri, e tutti avevamo sulla fronte il nome della Divina Provvidenza e sulle mani il nome della Divina Provvidenza e sui piedi il nome della Divina Provvidenza e sull’abito bianco e sulla luce che ci vestiva il nome della Divina Provvidenza, e il Signore era buono e la sua Divina Provvidenza viveva con noi.
Straccerete questo sogno, e Gesù vi conforti e vi benedica con tutti i figli e benedica me misero.
In Gesù Crocifisso.

Vostro D. Orione. (senza data, forse 1900)



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La voce del Padre - L’uomo capolavoro di Dio

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L’uomo capolavoro di Dio

Prima della creazione dell’uomo, Dio ha voluto creare l’ambiente dove potesse vivere e svolgere le sue attività. Sicché tutto il creato è in funzione dell’uomo e, l’uomo come punto centrale di orientamento di tutte le cose, di Dio.
La Rivelazione divina ci dice — vedi il libro della Genesi, cap. 1° — che lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque.
«Dio creò il cielo e la terra, la terra era informe».
Dio, dopo aver dato vita alla creazione e popolato la terra di esseri viventi e formato l’ambiente in cui poteva vivere l’uomo, disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche, e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». 
Come potrete notare in Dio vi è un crescendo di amore, a tutto il creato con le varie specie di esseri viventi dà l’esistenza in funzione di un servizio; quando si tratta di creare l’uomo, gli comunica la sua stessa vita, «a sua immagine e somiglianza» con le facoltà intellettive e volitive, l’intelligenza e la volontà, con il potere di dominare su tutte le cose e gli esseri viventi. Tutto ha posto nelle sue mani; Dio fin da principio ha avuto fiducia nell’uomo. Che meraviglia!
E tutto gli affida, è l’unico nel creato che ha questo potere.
«Tu hai creato il mondo nella varietà dei suoi elementi, e hai disposto l’avvicendarsi dei tempi e delle stagioni. All’uomo, fatto a tua immagine, hai affidato le meraviglie dell’universo, perché fedele interprete dei tuoi disegni eserciti il dominio su ogni creatura, e nelle tue opere glorifichi te. Creatore e Padre» (Pref. V). 
Tutte le opere di Dio sono buone e manifestano un disegno sapiente, senza manchevolezze nè disordini.
Il male che dilaga nel mondo non può derivare da Dio.
81119Gli esseri appaiono in una gerarchia, sempre più perfetti; l’uomo è il capolavoro. Tutte le specie viventi sono opera di Dio, anche se l’uomo scoprisse che essi sono formati per evoluzione. Perché la natura con tutte le sue potenzialità dipende tutta dal comando divino. L’uomo, intelligente e libero è fatto da Dio con un’azione specialissima, perché se è figlio della natura nell’essere corposo, le è molto superiore nell’essere totale, fatto ad immagine del creatore, anche la distinzione dei sessi è voluta da Dio per associare gli uomini alla sua opera di creatore.
E l’uomo è chiamato a condividere con lui il dominio sulla natura, sprigionandone le risorse. Il lavoro umano perciò sarà la comunicazione dell’attività divina, ma non costituisce un valore assoluto e deve a suo tempo cessare lasciando il posto al culto, che unisce l’uomo personalmente al suo Autore. Questo rispetto del tempo, che appartiene sempre a Dio, sarà cardine della Alleanza, e il riportarne il precetto fino alla creazione vuole insegnare che esso si fonda sulla stessa natura umana. Da tutto ciò si comprende che l’immagine di Dio non è solo una realtà statica nell’uomo, ma un seme che va fatto sviluppare, col- laborando in vari modi sull’opera del Creatore e onorando le sue prerogative, in una partecipazione intima ai suoi disegni.
Quanto abbiamo detto apre sempre nuovi orizzonti dell’amore sconfinato divino per ciascuno di noi, amore costante che ci accompagna fino all’incontro totale con Dio. •
 

La voce del Padre - Testimoni dell'amore

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È meraviglioso questo nostro camminare insieme in quanto rafforza i vincoli esistenziali degli uni e degli altri.
L’essere stati creati dall’amore libero di Dio per la sua gloria e la nostra partecipazione alla sua stessa vita, deve essere per ognuno di noi, pur nelle difficoltà, motivo di grande gioia.
quadroTeoricamente tutto questo lo professiamo quando chiamiamo Dio nostro Padre. Implicitamente accettiamo la sua paternità e ci proclamiamo figli. Ne deriva, se vogliamo essere coerenti, che in mezzo a noi non ci sono estranei, ma che tutti abbiamo un’origine divina, in quanto creati ad immagine e somiglianza di questo nostro Padre comune, a prescindere dalla cultura, dalla razza o dalla religione, figli tutti dell’unico Iddio.
Spesso siamo in contraddizione con noi stessi e veniamo a smentire la nostra dignità, quando facciamo delle discriminazioni.
«Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo. Tu amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l’anima e con tutte le tue forze. Questi precetti che oggi ti dò, ti stiano fissi nel cuore; li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando sarai seduto in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai». (Dt. 6,4-7).
Come possiamo rilevare il comando è perentorio: l’amore e il rispetto verso il Padre deve essere assoluto, preferenziale. Diversamente sarebbe un profanare il suo amore costante per noi e la sua santità.
Non avvertite una profonda differenza fra il piano divino e la nostra vita, i nostri discorsi? Quante volte al giorno, parliamo con noi stessi, nelle nostre famiglie, nell’ambiente del nostro lavoro, di Dio, della sua legge divina, del nuovo comandamento che Gesù ci ha lasciato? «Vi dò un comandamento nuovo che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli se avrete amore gli uni verso gli altri» (Gv. 33,4).
Qui si manifesta chiaramente l’importanza di essere stati “creati dall’amore”. Gesù ci indica la misura del come deve essere questo nostro amore e gli effetti dirompenti di essere testimoni di questo amore.
Ma il Padre non si limita solo alle parole entra nel concreto della vita pratica e delle necessità di ogni uomo che lo cerca e lo cerca con cuore sincero.
Per questo fin dal principio aveva preparato a questa sua creatura privilegiata un luogo dove poteva vivere veramente felice e realizzarsi nei rapporti personali con Dio e il creato. E lo è stato per tutto il tempo che è rimasto nell’“eden”; era felicissimo, beato. I guai per l’uomo sono incominciati con il suo peccato che ha rotto le relazioni con il suo Creatore e si trova solo, come avviene a tutti quelli che, mossi dall’autosufficienza, credono di poter fare a meno di Dio. La storia contemporanea è piena di questi dolorosi avvenimenti.
«Creati dall’amore» non è una parola astratta, ma concreta, personale, in quanto il Padre è realmente una persona e per sua natura è l’Amore. 
«Questo è il comandamento che abbiamo ricevuto da lui: chi ama Dio, ami il proprio fratello». (1 Gv. 4,10ss.).
Rimanere nell’amore è mettersi in continua relazione con Dio e con i fratelli. Sono due realtà inscindibili, in quanto Dio, in certo modo, si identifica con la sua creatura e ritiene fatto a se stesso quello che di bene o di male faccio al mio prossimo. •


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